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NINA

RACCOLTE

QUALE VITA

FAVOLE FEDRO

COLLANA "BANNY E I SUOI AMICI"

in italiano e in inglese

Libro illustrato

Dimensioni:  cm. 21.59x 27.94

Pagine:  40

Pubblicato:  settembre 2025

Acquistabile su amazon: https://www.amazon.it/Fedro-Favole-Gaio-Giulio/dp/B0FT8FMGFG/ref=sr_1_16?


Illustrazioni:  Carmine Puglisi

Traduzione:  Elvira Moneglia

Maria Rosaria Ramazzotti


12 Favole:

 

Il lupo e l'agnello.

Le rane chiesero un re.

La cornacchia superba e il pavone.

Il cane che porta un pezzo di carne attraverso un fiume.

La vacca, la capretta, la pecora e il leone.

Il lupo e la gru.

Il cervo alla fonte.

La volpe e il corvo.

La rana scoppiata e il bue.

I due muli da soma.

La volpe e l'uva.

I vizi umani.

Introduzione

 

Vissuto tra il I secolo a.C. (nato intorno al 20 a.C.) e il I secolo d.C. (morto intorno al 50 d.C.), Fedro fu un favolista romano, probabilmente di origine trace.  Della sua vita sappiamo poco, ma di sicuro fu uno schiavo, liberato dall'imperatore Augusto.


Nonostante la sua umile condizione, Fedro si dedicò alla letteratura e divenne il primo autore latino a comporre favole in versi. La sua opera principale, "Fabulae Aesopianae", è una raccolta di centoventiquattro favole, divise in cinque libri e un’appendice, in molti casi rielaborazioni di quelle attribuite al favolista greco Esopo.


Le favole di Fedro, sebbene scritte quasi duemila anni fa, conservano un valore profondo e una sorprendente attualità. Attraverso storie brevi e semplici, quasi sempre con protagonisti animali, Fedro riesce a trasmettere insegnamenti etici validi ancora oggi.


Le favole di Fedro, infatti, non sono semplici racconti per l’infanzia, ma brevi testi ricchi di significato, in cui animali parlanti e situazioni simboliche denunciano ingiustizie, ipocrisie, presunzione e inganno, comportamenti insiti nella natura umana e quindi universali.


L’efficacia delle sue favole sta nella capacità di rivelare l’imperfezione dell’umanità e di far riflettere su di essa con ironia e semplicità. Ogni fabula infatti contiene una morale esplicita che invita a non farsi ingannare dai più forti, a non giudicare dalle apparenze o a riconoscere i propri limiti. 

Per questo motivo le favole di Fedro ci offrono uno strumento educativo e critico, utile ancora oggi sia per i giovani che per gli adulti.


La scelta di pubblicare alcune tra le favole più significative di Fedro con il testo originale a fronte nasce da una duplice motivazione: da un lato, il desiderio di avvicinare il lettore alla lingua latina, riconosciuta come radice comune di molte lingue europee moderne; dall’altro, l’intento di riscoprire e valorizzare l’opera di un autore capace, con straordinaria sintesi e chiarezza, di trasmettere insegnamenti morali che mantengono ancora oggi una sorprendente attualità.


Con uno stile essenziale ed efficace, Fedro ci invita alla riflessione critica, stimolando il senso etico e la consapevolezza personale.


                                                                                                   Maria Rosaria Ramazzotti



PHAEDRI AUGUSTI LIBERTI FABULAE AESOPIANAE

 

Questo è il titolo completo originario dell’opera di Fedro. 

Già dal titolo apprendiamo come egli fosse un liberto della “Familia Augustea”, fatto che gli permise di ricevere un’educazione raffinata nelle lettere latine e greche e di fare da maestro ai giovani destinati a funzioni intellettuali o amministrative.


L’altra notizia importante che si desume dal titolo è che Fedro dichiara di essersi ispirato per la composizione dell’opera alle storie del greco Esopo, il vero inventore del genere favolistico, vissuto seicento anni prima.

Ma nel prologo sente poi il bisogno di differenziarsi dal maestro, vantandosi di aver rielaborato le “fabulae” in poesia, per la precisione in versi senari.


Il senario a Roma era il verso per eccellenza delle parti dialogate nella commedia, cioè era il verso delle forme d’arte più popolari. Questa scelta di Fedro conferisce un aspetto colloquiale alla sua lingua.


Nella traduzione si è cercato di mantenere il ritmo e la lunghezza del verso, in una traduzione letterale che possa aiutare i giovani lettori a ritrovare la parola latina corrispondente, spesso vicina alla parola italiana. 

L’auspicio è che i ragazzi possano avvicinarsi alla lingua latina, scoprendone la stretta relazione con la lingua italiana.


Sicuramente i giovani apprezzeranno la concisione e la brevità del racconto, che spesso si risolve in una battuta secca contenente un messaggio morale, sempre comprensibile.


Per quanto riguarda la traduzione si chiarisce come il nome degli animali, in quanto protagonisti “parlanti”, sia stato sempre contrassegnato dalla lettera maiuscola.


Elvira Moneglia

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